L’inizio del campionato di calcio e tutto ciò che ne consegue, mi porta a parlare di questo romanzo uscito quest’anno per Nutrimenti, una nuova casa editrice veramente interessante, soprattutto per il lancio di giovani scrittori che, al loro esordio letterario, lasciano intravedere delle ottime potenzialità per il proseguo del loro “mestiere”, e di cui mi prederò la briga di riparlarne in seguito, perché nel suo catalogo annovera dei titoli veramente interessanti e meritevoli di attenzioni. Il romanzo di cui voglio parlare oggi è intitolato La linea di fondo di Claudio Grattacaso. Sostanzialmente è la parabola umana e sportiva di un italianissimo Josè Julian Pagliara (nome cha la madre del protagonista gli diede in onore di Josè Julian Matri Pèrez, leader del movimento dell’indipendenza cubana) soprannominato “Freccia” per le sue qualità atletiche. Un autentico asso del pallone, una promessa entusiasmante per il mondo del football con tutti i requisiti per diventare un giocatore di successo. Il tutto stroncato dal fallaccio di un terzino “spolpacaviglie” che gli rovinerà la carriera, e lo costringerà dalla Serie A a vivacchiare in una squadretta di Serie C, in cui dovrà fare i conti suo malgrado con una brutta storia legata alle scommesse clandestine in cui sono coinvolti tutti: giocatori, allenatori, presidenti; l’altra faccia della medaglia insomma: un mondo marcio fino alle fondamenta dove niente è pulito e dove l’ombra del doping sarà ed è l’assassino silenzioso di molti poveri inconsapevoli appassionati. Chiaramente le vicende sportive s’intreccino con le vicende familiari e personali del nostro eroe, all’interno di un’infinita serie di fallimenti sentimentali, compreso il rapporto complicato con la sua unica figlia.
Continua a leggere “LA LINEA DI FONDO di Claudio Grattacaso”
DEFENESTRAZIONI
Indossiamo di corsa taxi,
aerei, taxi, alberghi.
Il minibar è triste, addormentato.
Barrette di cioccolato,
vino cattivo,
servizio in camera o la masturbazione.
Non ci sono prospettive… Continua a leggere “DEFENESTRAZIONI di Blixa Bargeld & Teo Teardo”
L’azione indica l’atto di gettare qualcuno dalla finestra, e può essere interpretato come omicidio-suicidio, come sfogo-più sfogo, come illusione-o altro anona, ma… alla fine, quanto vorremmo liberarci di qualcosa…
La storia di questo libro è curiosa, perché lo trovai casualmente in un supermercato dove facevano la promozione di libri al “chilo”, si… avete capito bene, vendevano proprio i libri al Kg. come le mele. Continua a leggere “TREDICI di Ernst W. Heine”
Proprio prima delle ferie parlavamo con i miei amici di quelle antologie che negli anni ’70/’80, per gli Oscar Mondadori, uscirono raggruppando i migliori racconti del genere fantascientifico e non (nel “non” sono intesi anche il “giallo”, il “noir” e “l’alternativo”). Così mi è venuta la voglia di andare a cercare ancora qualcosa di questo tipo, Continua a leggere “SENTINELLA di Fredric Brown”
+ 10) Daiquiri – per chi suona la campana (protagonisti del presente), 29) Tequila Bum Bum – Colpi di tosse
TUTTO INIZIA E FINISCE AL KENTUCKY CLUB di Benjamin Alire Sàenz
Nell’ambito delle letture estive, avendo avuto fra le mani in libreria questo volume con un titolo così intrigante (quasi a dire: perché non parliamo dei “locali” amici) e con una trama che invogliava all’acquisto, pensavo davvero di aver scoperto uno scrittore originale e soprattutto “nuovo” il quale, essendo pure poeta (la didascalia dice che è stato vincitore di numerosi premi prestigiosi), poteva interagire in maniera efficace con il contesto violento in questione, e per l’appunto vi propongo il riassunto scritto sull’aletta di copertina:
Continua a leggere “TUTTO INIZIA E FINISCE AL KENTUCKY CLUB di Benjamin Alire Sàenz”
LE COSE BELLE
Lo so, ma non posso mettermi a cantare di gioia
se il vicino curvo sul volante del suo gioiello
appena cambiata la marca dell’olio e pulito il carburatore
gasa più forte. Cosa vuoi che canti?
E ti dirò di più. Mi commuove il filo d’erba
e non c’è niente di più misterioso e struggente
del grande cielo di Lombardia che riempie la sera;
ma quel vino rosato
porta alcool alla miccia della mia rabbia: puoi vederle anche tu
le operaie racchiuse nei furgoni. Le cose belle?
Lo so che esistono, ma te ne parlo
in segreto, sottovoce, con un po’ di vergogna.
Alberto Nessi
immagine dal film “La strada” di Federico Fellini
In Canada la TD Bank si è resa protagonista di un’iniziativa sorprendente, soprattutto in un periodo di crisi come questo; ma in fondo, quando tutto viene trattato con dolcezza regalando sogni alla gente, anche inaspettati, probabilmente queste persone difficilmente dimenticheranno il nome dell’istituto di credito in questione, Continua a leggere “IL BANCOMAT DEI SOGNI – The dreamers”
Non piangere, ti porterò allo SHOPPING CENTER
ti comprerò un asino a dondolo in peluche su rotelle.
Vedremo gli zampilli viola
poi davanti alle vetrine potrai guardare
la station-service della Mobil in miniatura
con due pompe, normale-super, e il drago alato.
Non piangere, ti mostrerò tutti i colori del mondo
mentre un tappeto d’alluminio ci porterà verso il cielo.
Colpiremo il palloncino Muratti nella gabbia di plastica
delle farfalle volteggianti al vento artificiale
e dopo ci daranno un buono acquisto.
Non piangere, faremo il grande concorso vacanze:
è solo questione di fortuna, la felicità.
Alberto Nessi
Proprio ieri ci ha lasciato Stefano Bonilli, colui che sostanzialmente ha cambiato un certo modo d’intendere e capire il mondo variegato del “bere” e poi in senso traslato anche quello del “mangiare”. Ormai la parola “Gambero Rosso” è tutto un mondo che comprende: guide, riviste, canali TV, web e altro ancora. Ma quando è nata la sua idea non c’era niente e intorno a questo niente si è creato un’intero universo e un certo modo di pensare. Continua a leggere “STEFANO BONILLI – Onore al vino”
Immagine dal film “Inferno bianco” di Stefano Jacurti
TI MANDERO’ ALL’INFERNO
Ti manderò all’inferno
posso farlo e lo farò
Perché tu sei maledetto
Per il cibo che mangi
Per la tivù che guardi
Per tutti i veleni che spargi
e di cui ti nutri
Per la malattie
di cui sei portatore
e delle quali ti compiaci
E allora ti manderò all’inferno
Vedrai come sarà bello
Ti servirà molto laggiù
essere così stronzo ed elegante
All’inferno
dove ballano e bruciano
Si, dove ti stanno aspettando
per ringraziarti
di avere eretto muri
perché nessuno potesse disturbarti
mentre ti masturbavi
guardando foto di cadaveri
E ti proteggevi dal vento freddo
mettendoti sulle labbra
sperma di maiale
E ti spalmavi il viso di embrioni
per essere giovane
E invece stavi marcendo
allevando nel tuo sangue
virus sempre più nuovi
e inarrestabili
e dicevi “che peccato”
quando per mantenerti
nella tua condizione di bestia di allevamento
intere popolazioni venivano
trasformate in mangime
e anche ti ti trasformavi
Nozionismo per conoscenza
Informazioni per esperienza
Questa è l’era del sentito dire
e nessuno ti dice chi sei
ma un’identità
non è l’unica cosa che non hai
e allora ti trasformi
in tutti i paesi che vedi
in tutte le figure che sogni
in ogni cavia morente
in ogni ghiandola gocciolante
e tu sei l’inferno.
Claudio Stanardi
![]()
Foto di Sebastiao Salgado – miniera di Serra Pelada
Immagine dal film “Nebraska” di Alexander Payne
CERTE MIE BEVUTE
Certe mie bevute solitarie
sono come assoli di rumor bianco e birra nera
dove il tempo ti urta la spalla per attaccare briga
e il serpente velenoso degli occhi attende
accoccolato sul fondo del bicchiere
Certe mie notti
sono come corridoi di manicomi
dove le urla colano lungo i muri
e i ragni fili dell’ombra tessono tele affilate
sul ventre dei folli
Certi miei giorni
sono come chiese sconsacrate
dove dio ha da tempo abdicato
e topi ebbri di vino salato s’accoppiano
frenetici sull’altare
e il fondo del bicchiere gira
e gira come l’occhio di un caleidoscopio rotto
e dentro ti vedo
bambino-uomo-bambino
dimenticato e solo
come il pezzo difettoso di un “puzzle”
lasciato sempre sul fondo della scatola
e li dentro ti vedo
mentre alzi lento e sicuro il fucile
per pareggiare i conti
mentre la folla urla
Certe mie urla sono come preghiere
ricamate di bestemmie
non preoccuparti dio non sto parlando con te
ci siamo già guardati negli occhi
e non ci siamo riconosciuti
Massimo Isola
Il viaggio in attesa dell’esibizione di Neil Young, inizia magnificamente la mattina con un excursus nelle terre del Barolo: le Langhe, splendido inseguirsi di colline e vigneti. Un luogo incantevole dove, andare a rilassarsi per riprendere fiato e gustare vino e cucina locale, è l’ideale per ricaricare le batterie. Tra l’altro se qualcuno di voi volesse andare da quelle parti consiglio vivamente l’agriturismo Bricco dei Cogni dalla bellezza sopraffina. Situato nel paese di La Morra, sopra una collina dalla bellissima vista e un’accoglie familiare veramente squisita, è un piccolo angolo di paradiso che non riuscirete a dimenticare. Le camere in stile antico sono molto carine e caratterizzano tutta la struttura (tra l’altro dotata anche di piscina) per un relax perfetto. Chi ama la lettura intrisa con un buon bicchiere ha trovato il suo ambiente ideale… garantito !
Continua a leggere “VIAGGIO NELLE TERRE DEL BAROLO – Le Langhe e il concerto di Neil Young”
Festival Collisioni – scorcio della bella Piazza Colbert di Barolo – Foto presa dal web
Questa recensione “vissuta” nelle splendide terre del Barolo va necessariamente divisa in due parti, nel senso che ci sarebbe da parlare di un prima e di un dopo e visto il titolo di questo post, partiamo subito con il dopo: l’esibizione del grande Neil Young.
Continua a leggere “NEIL YOUNG & CRAZY HORSE – Festival Collisioni – Barolo”
In prossimità della finale dei mondiali di calcio e in questo periodo estivo dove al centro dell’attenzione c’era appunto una partita di pallone, è giusto consigliare tutta una serie di libri dove si raccontano le storie di questo sport. Esiste comunque un aneddoto interessante per introdurre questo post: fino agli anni novanta l’intellighenzia nostrana rifiutava di abbinare letteratura e sport, quasi fosse un’eresia mettersi a fare l’intellettuale parlando di football, nonostante la presenza di maestri di questo genere; poi, dopo la vittoria dell’Italia, inaspettata, ai mondiali del 1982 e la susseguente organizzazione del nostro paese di questo evento nel 1990, ci fu uno sdoganamento e un’esplosione di libri, storie, pubblicazioni, eventi teatrali, film, multimedialità, poesia. Evidentemente, se fino a quel punto (ripeto solo in Italia), i nostri editori o produttori, ritenessero non producente la pubblicazione di questi libri (a parte qualche giornalista intelligente), da quella data in poi ci fu un’inversione di rotta. Anzi, come spesso succede, si passò da un’esagerazione all’altra: prima poco e poi troppo. Ma tant’è, la vita è piena di queste situazioni, basta solamente saper scegliere. Mi riservo di conseguenza un altro post dove poter parlare di alcuni libri venalmente interessanti sull’argomento, mente oggi, mi sembra giusto mettere in evidenza due pubblicazioni uscite per l’occasione, ma direi buone anche per una lettura estiva e per chi è appassionato, appunto, di letteratura e sport.
Continua a leggere “LA PARTITA DI PALLONE – Storie di calcio”
Riprendiamo le danze, anzi… il servizio, visto che con questo caldo c’è un sacco di gente che mi ha scritto che aveva e che ha molta sete. Per questo motivo colgo l’occasione per ringraziare coloro che hanno postato i commenti e mandato mail anche in privato, con insistenza di ritornare a riaprire il “locale” prima possibile, e a cui non ho risposto (a parte il “vandalo”) solamente per correttezza verso gli altri. Fondamentalmente, e questa è la cosa più importante, lo spirito dell’amicizia risulta alla fine il dono migliore, perché spesso, frequentare un Bar diventa il ritrovo simpatico dove rilassarsi nelle giuste dosi di cultura e divertimento. E allora, dopo un po’ di restyling, riapre l’
Intonation cocktail Club 432
d’altronde, ognuno di noi ha il suo periodo dove per fermarsi a riflettere, ha bisogno di una pausa. Cosa vi posso dire… essendo sempre dietro al bancone, un barman che si rispetti deve dare ai suoi clienti il meglio del meglio, perché nella vita, nonostante le gioie e le ferite, tutto deve essere visto sempre come un’opera d’arte e come tale, bisogna calarsi nelle emozioni che si respirano, e in questo caso, che si gustano: alcoliche o analcoliche non importa, basta avere la freschezza nel cuore ! Così, tanto per sdrammatizzare, oltre al servizio vi propongo anche un gioco, tipo:
dimmi cosa bevi e ti dirò chi sei…
Voglio offrirvi tutta una serie di cocktail estivi: per la precisione 9, semplicissimi, nati per essere analcolici, dissetanti e salutari, ma che volendo, per gli ubriaconi incalliti, hanno anche la variante con molti gradi. Chiaramente la regola del gioco la troverete svelata alla fine…
Continua a leggere “ALCOLICI & ANALCOLICI – La freschezza nel cuore e il calore nell’anima”
Mi scuso con quelli che abitualmente frequentano il mio Bar, e che stimo tantissimo ma… tranquilli, non è ancora tempo di chiusura! A presto ritornerò più vivo di prima, e l’Intonation Cocktail Club 432 sarà sempre una pausa salutare per quelli che vogliono bersi un po’ di cultura shakerata con il divertimento. In fondo, anche i barman migliori, ogni tanto hanno bisogno di una pausa. Salute amici… un bacio alle amiche… arriveranno nuovi cocktail per voi tutti…
Continua a leggere “Non è ancora tempo di chiusura…”
Personal Jesus
Tocca con mano una nuova fede
Il tuo Gesù personale
Qualcuno che ascolti le tue preghiere
Qualcuno a cui importi di te
Qualcuno a cui importa
Il tuo Gesù personale
Continua a leggere “PERSONAL JESUS – Johnny Cash version”
Ritrovarsi in Aprile
Siamo volti di tempo, e l’anima
sa di radici che stringono
fossili di memorie: eppure,
ancora, si vorrebbe cantare.
Non ha senso sul palmo
la linea della vita;
siamo invecchiati
con i nostri ricordi: intatto
l’orgoglio di lontane stagioni
e questo silenzio d’intesa.
Continua a leggere “DANTE STRONA – Due poesie sulla libertà”
Eternal Life
La vita eterna è ora sulle mie tracce
Ho la mia bara rosso vino, amico
Ho solo bisogno di un ultimo chiodo
Mentre tutti questi spregevoli gentiluomini
Si divertono con i loro giochini idioti
C’è un’orizzonte rosso di fiamma
Che urla i nostri nomi
Avvinta dalle tenebre
In un altra domenica di sole
Continua a leggere “JONI MITCHELL – Sunny Sunday”
Che fatica aspettare
Che fatica aspettare
E’ passato così tanto tempo
Continua a leggere “P. J. HARVEY – Hardly Wait”
Parlavamo sempre dell’eternità
ma ora il mio cielo
ha misure troppo piccole
per ascoltarti
troppo grandi
per cercare di abbracciarti
Quello della foto
Ditemi qualcosa di più
Vorrei avere, per favore, notizie di me
Datemi un indizio in più
Qualcosa che mi aiuti a capire
Che fine ho fatto,
che cosa mi è successo di nuovo,
che cosa faccio, dove mi trovo
Le salite e le discese nel mondo della musica sono una sorta di percorso obbligato: il paradiso e l’inferno che si alternano come una roulette russa messa in atto nel mezzo di uno sterminato deserto. Sogni, esperienze, ricordi che non vorresti ricordare: ombre che ti perseguitano dentro e vengono impresse sulla tela del presente, accostate vicino a colori violenti nella disperata ricerca della sopravvivenza, nella suggestione emozionante di un quadro espressionista. Soltanto l’anima può entrare per diventare catarsi di un istante, salvezza ritrovata sulla scia dell’arte, come se il deserto di prima diventasse il teatro dove poter urlare, per avere in mano quella benedetta o maledetta pistola e sparare in aria, buttarla e prendere finalmente in mano il pennello o il microfono, o una chitarra, e usare la voce come strumento per spacciare la propria poesia.
Quando si entra nei territori della leggenda, si rimane nel dubbio se oltrepassare il confine del fascinoso o rimanere nel contesto della quotidianità, scandagliando la vita di una persona fra i meandri dei suoi lati oscuri o all’interno dei suoi sogni; se il fine è capire come può essere l’esaltazione di aver cavalcato un’utopia, o di essersi calati nel suo fallimento cercando fra i suoi resti e di cosa è realmente rimasto per strada. Chiedersi dei tanti perché sulle potenzialità di un artista: sia normale che genio della sua epoca, e sulle libertà che un individuo sceglie per se stesso, convincendosi che la grandezza è solo nel proprio cuore e non in quello di tanti personaggi anonimi.
+ 04) Mexican Sangrita – Viva Vinile! (capolavori da riscoprire), 52) Fernet & Coke – Punto di non ritorno
THEE SILVER MT. ZION MEMORIAL ORCHESTRA – Fuck Off Get Free We Pour Light On Everything
Sgombriamo subito il campo, questo, è uno dei grandi album dell’anno: un’apoteosi struggente e lancinante della post-modernità, non tanto nella ricerca dei suoni che devono per forza superare quelli convenzionali, perché qui è tutto convenzionale ma, è l’espressività e la tensione emotiva che trasmette a oltrepassare i confini della normalità: chitarre e violini distorti dentro a un canto ossessivo e poetico; una musica sovrapposta ad altra musica fino a compenetrarsi all’interno di una liturgia senza fine Continua a leggere “THEE SILVER MT. ZION MEMORIAL ORCHESTRA – Fuck Off Get Free We Pour Light On Everything”
Black Wings
Occhio per occhio
Dente per dente
Come dice la Bibbia
Mai lasciare una traccia o scordare la faccia
Di chi ti siede accanto
Chi ti siede accanto
Quando la luna è un gelido pugnale
tanto affilato da cavar sangue da una pietra
Lui viaggia nei tuoi sogni su una carrozza
E i pali dello steccato
Brillano come ossa al chiaro della luna
![]()
Hanno smesso di provare a fermarlo
Con calce mattoni e catene
E’ scappato da ogni prigione
Risuonano i passi su per le scale
La porta si è spalancata
Lui non c’è perché è risorto
Lui non c’è perché è risorto
![]()
Una volta ha ucciso un uomo
Con una corda di chitarra
L’hanno visto sedere accanto ai re
Una volta ha salvato un bimbo che annegava
Dicono che nasconda ali sotto il suo cappotto
C’è chi dice di temerlo
altri lo vogliono ammirare
Perché ruba alla sua promessa
Uno sguardo negli occhi
Tutti negano
Di averlo mai incontrato
Di averlo mai incontrato
![]()
Può cambiare identità e sparire
L’hanno frustato a sangue
E’ nato in un campo di granturco
Una febbre gli picchia nella testa
Come il ritmo di un tamburo
![]()
C’è chi dice di temerlo
Altri lo vogliono ammirare
Perché ruba alla sua promessa
Uno sguardo negli occhi
Tutti negano
Di averlo mai incontrato
Di averlo mai incontrato
Di averlo mai incontrato
Di averlo mai incontrato
Venerdì 21 febbraio si è svolto nello Spazio-Acàrya di Como l’ultimo spettacolo dell’Associazione TEATRAME: Temporary Sciò con l’attrice Carla Giovannone (nelle foto) per la regia di Paolo Bignami.
La scena si svolge in un ipotetico ufficio o agenzia di collocamento, Continua a leggere “TEMPORARY SCIO’ – Teatrame”
Essendo impegnato in questi giorni ad aiutare mia nipote (purtroppo è orfana di padre e in questo momento sua madre è gravemente ammalata), per la scelta della scuola dopo la terza media; questo libro curioso sembra capitato fra le mie mani in maniera per niente casuale, Continua a leggere “COSA VUOI FARE DA GRANDE – di Ivan Baio e Angelo Meloni”
La vita (o la morte) offre ogni tanto delle coincidenze curiose, quasi a voler accomunare coloro che, nelle dinamiche di questo presente sconclusionato, hanno fatto di queste stesse giornate la loro valenza interpretativa. Ed è appunto il caso di Roberto “Freak” Antoni, leader degli Skiantos, scomparso ieri insieme all’alone mitico che si era guadagnato con la sua visione grottesca del mondo. E’ chiaro che dentro a queste dinamiche rimane il dubbio nel chiederci se era più famoso come fenomeno artistico o come fenomeno di costume, ma tant’è, alla fine è sempre quello che rimane a sciogliere i dubbi intorno a una risata diventata un marchio di fabbrica, intorno a un ensemble che ha caratterizzato un’epoca con i suoi testi demenziali e le sue scorribande sonore intrise di poesia.
Ma come dicevo nell’incipit le coincidenze sono sempre dietro l’angolo, non è casuale infatti, o perlomeno lo è a tutti gli effetti, che proprio ieri è deceduto un poeta bohémien della città di Como: Sandro Capelletti, anche lui improvvisatore e soprattutto, ironico denigratore della nostra società attraverso i suoi versi, dall’irruenza immediata e il retrogusto beat. Di lui avevo già parlato in alcuni post precedenti: Continua a leggere “Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti”
Questo venerdì presso la sede del Gruppo Acàrya di Como alle ore 21, terrò una serata insieme ai miei amici del collettivo “Esilio di sicurezza”, intitolata L’ULTIMO PASTO DELLO STERMINATORE – Un viaggio visionario dentro a William Burroughs in occasione del centenario della sua nascita. Chiaramente lo scopo della performance vuole andare al di là della figura di questo eccentrico e controverso personaggio, perché attraverso la sua biografia; i suoi scritti; i suoi romanzi spesso illeggibili o perlomeno “particolari” nella loro costruzione o de-costruzione letteraria; le sue interviste; le sue parole, arriveremo all’importante concetto di “parola” e agli attacchi che sta subendo in questo nuovo millennio dall’imperversare di un prodotto chiamato “immagine”, a danno appunto della “parola” scritta. Continua a leggere “L’ULTIMO PASTO DELLO STERMINATORE”
Una volta, in un intervista, un giornalista domandò a Fellini:
– Come preferireste morire?
(Risposta)
– Sognando di vivere… Continua a leggere “FELLINI – Come preferireste morire?”
Commenti recenti