DA CAPTAIN TRIPS – Improvisation vol. 1

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In Italia, esiste un sottobosco (e non so neanche se questo termine sia giusto) di band eccezionali con musicisti altrettanto eccezionali che fanno musica eccezionale. Scusate il gioco di parole, ma se  il mondo parla in maniera esasperante dei soliti nomi con un’ossessione altrettanto ripetitiva, senza dedicarsi a quel filone underground pieno di talenti che suonano proprio per il gusto di suonare, sfoderando prodotti eccellenti, è perché nelle dinamiche commerciali, ormai sconvolte da internet, soprattutto nelle novità, conviene giocare con un continuo mordi e fuggi senza remissione. La scelta viene lasciata agli appassionati veri, i quali si tuffano alla ricerca di quei capolavori fortunatamente presenti in rete come dei tesori, ma che sono immersi in un oceano di proposte inimmaginabili, talmente numerose che a volte il loro ritrovamento è proprio legato al passaparola o all’utilizzo di una “mappa” capitata lì per caso. Ecco che Da Captain Trips troverete tutti i presupposti per regolare il sestante verso quelle meraviglie, perché l’ultimo album di questa band piacentina, divisa fra Lecco e Busto Arsizio, è di una bellezza luccicante, in cui, tutti gli stilemi del rock psichedelico, si concentrano in questi 50 minuti di suggestioni caleidoscopiche.

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Letteratura e fantascienza

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Per un appassionato come me di Fantascienza, voglio consigliarvi un articolo interessante di Jonathan Lethem, già ottimo scrittore, in cui si apre una discussione sul valore letterario della fantascienza, troppo spesso marginalizzata nella letteratura di genere, facendo un excursus sulle dinamiche sia commerciali e sia storiografiche della   scrittura alternativa.
Questo è il link  
Chiaramente sono tanti i motivi che orbitano intorno a questo argomento, soprattutto pensando al fatto che, in un periodo particolare come il nostro, probabilmente troppo affollato di idee riciclate (la qualità comunque non manca), è sempre difficile riuscire a concepire una nuova genesi, anche se nell’universo tutto è possibile.

ROBERTA DAPUNT – Sincope

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Quando sentii per la prima volta Roberta Dapunt leggere le sue poesie all’interno di un festival letterario, rimasi colpito immediatamente dallo spessore dei suoi componimenti, a tal punto da farmi sospirare tra me e me: “…finalmente un poeta…” (!)  Si perché, quando ci sono delle aspettative legate a una passione personale e si ascolta una sequela infinita di personaggi molto lontani dalla concezione artistica vera; se all’improvviso appare l’autenticità senza nessuna pretesa di esserlo, con una quieta esplosione di intima bellezza, e di profondità talmente vicino a noi da trasportarci nei suoi abissi, nelle sue solitudini, nei suoi chiarori, nel suo mondo semplice e nello stesso tempo immenso, allora, possiamo senza alcuna remissione dichiarare che la vera poesia esiste davvero.

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Vi porgo questo bellissimo post sull’epopea di Woodstock che merita di essere letto….

Dal blog: “Cose Preziose – senza la musica, la vita sarebbe un errore”

 

“Erano solo degli sfigati“ Era l’estate dell’89 e la mia amica Simona, vedendo in tv i reportage del ventennio di Woodstock, con tanto di frikkettoni e canne al vento, buttò lì la sua frecciata, senza degnare nemmeno un attimo i contorcimenti di Joe Cocker. Non risposi: un po’ perché ero consapevole della distanza quasi siderale […]

via Woodstock: 3 Days of Peace and Music — Cose Preziose

HUGE MOLASSES TANK EXPLODES

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Questo nome particolare per una band, cela in realtà un’italianissima formazione proveniente da Milano, la quale ha deciso d’inondarci con una miscela di kraut-rock psichedelico dal piacevolissimo ascolto. Giacomo Tota alla batteria, Luca Umidi al basso, Fabrizio De Felice e Gabriele Arnolfo alle chitarre, fanno al caso nostro mentre la temperatura esterna non si decide a regalarci un po’ di fresco. Ecco che il miracolo delle sette note (e oltre) si lascia immaginare dentro a un flusso dove coesistono tutte le sfumature possibili per esaltarsi o rilassarsi. E oggi partiamo dalla città lombarda per fare un giro dall’imprevedibile fantasia.

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DAVE MATTHEWS BAND – Come Tomorrow

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D’accordo, se per questi pomeriggi estivi volete qualcosa di più dolce che vi accompagni dentro a quella spensieratezza tipica ti queste giornate di riposo, questo ensemble originario di Charlottesville in Virginia, fa al caso vostro. Anche perché dopo ben sei anni  d’assenza pubblicano questo album per la gioia dei fans, giusto per lasciare un messaggio per il futuro a seconda delle interpretazioni. Sta di fatto che questa voglia pazza di suonare è sempre travolgente e sempre lo sarà.

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SACRI MONTI – Waiting Room for the Magic Hour

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Quella che potrebbe essere chiamata come la colonna sonora di questa lunghissima estate, l’hanno descritta i Sacri Monti, band californiana di SanDiego i quali, dopo il loro debutto nel 2015, e dopo percorsi itineranti sempre in giro per il mondo, si sono decisi a pubblicare il loro secondo album, inzuppato di hard-rock psichedelico quanto basta per far dimenticare il sudore di queste giornate, o per farselo venire: dipende sempre dal lato in cui si guarda questa esplosione di suoni, e come uno di noi se lo respira.

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THE DREAM SYNDICATE – These Times

THE DREAM SYNDICATE - These Times

Solitamente l’estate mi porta sempre verso un certo tipo di musica, e se anche il rock con sfumature psichedeliche è sostanzialmente il genere che preferisco, in questa stagione calda questo desiderio raggiunge il suo apogeo e vengo sempre travolto da una lunga serie di allucinazioni lisergiche. A dire il vero i Dream Syndicate, essendo circoscritti all’interno di coordinate ben precise per come concepisco io la musica, sembrano più tranquilli, ma fanno al caso nostro per introdurre una lunga serie di gruppi adatti per alzare la canicola che ci circonda.

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nota per chi adora scrivere…

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Per chi solitamente partecipa a concorsi letterari, volevo segnalarvi questo che a mio avviso è ben fatto: il Trofeo Gatticese delle Arti, in provincia di Novara, che oltre alle sezioni, racconto breve; testo per canzone; poesia uder 13; ha una particolarità per la sezione dedicata alla poesia adulti, perché il primo premio avrà l’onore di veder stampata la propria lirica su una targa, la quale verrà affissa in una via artistica del paese, insieme a quelle vincitrici delle edizioni precedenti
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Ascolta & Leggi: Pavolv’s Dog con Il Fosso, un racconto inedito di Silvia Giusti e Paolo Beretta

Anche dei piccoli momenti collettivi danno origine alla creatività della bellezza: complimenti agli autori…

Avatar di almerighialmerighi

A volte le sorprese non mancano, questa è estremamente piacevole, un bel racconto con poesia scritto a quattro mani da Silvia Giusti (lapoetessarossa) e Paolo Beretta (uncielovispodistelle) che, entrambi, ho avuto il piacere di incontrare personalmente lo scorso 14 giugno a Como, ospiti tutti di Antonio Bianchetti (ilbarman) e di Vincenzo Petronelli. Grazie.

Premessa

Quando succedono cose che non ci aspettiamo, siamo colti, talvolta, da un misto di stupore e impotenza. Siamo esseri umani, fragili e sognatori. Chi scrive, chi si diletta a scrivere, trae spesso ispirazione da tali accadimenti.
Non racconteremo dunque i fatti, ma attraverso un esercizio nella tecnica dello straniamento, racconteremo di un vissuto (a margine della serata), per farne paradigma.
E un ringraziamento.

IL FOSSO

E’ una serata dedicata alla poesia con la presentazione di un libro. E’ presente l’autore e l’amico che lo ha invitato. Non c’è niente di strano in questo gruppo di…

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CI SONO NOTTI…

moon-1Ava Luna – “Moon 2”

Ci sono notti in cui i lupi tacciono e solo la luna urla
George Carlin

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FLAVIO ALMERIGHI – Isole

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Venerdì 14 giugno, presso la sede del Gruppo Letterario Acàrya di Como, per il ciclo “A colloquio con l’autore”, c’è stato un incontro con il poeta Flavio Almerighi, il quale ha presentato la sua ultima pubblicazione intitolata “Isole“. E’ stata una serata molto interessante, in cui, oltre alla lettura delle liriche del libro in questione e dei significati appartenenti al titolo stesso, c’è stato un bel dibattito sul fare poesia di oggi.

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BLACK MIRROR – quinta stagione

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Essendo fin dalla prima stagione un fan accanito di questa splendida serie ideata da Charlie Brooker, non potevo sottrarmi anch’io da una valutazione di quest’ultima stagione: la quinta,  ritornata all’iniziale struttura di soli tre episodi (come sappiamo tutti autoconclusivi). Questa volta però le storie sono molto più vicine a noi come narrazione, anche se l’ambientazione fantascientifica delle prime serie, era sempre sul confine dell’accaduto o del “sta per accadere”, tanto l’intromissione della tecnologia ha ormai preso il sopravvento sulle nostre vite.

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CHARLES LLOYD & THE MARVELS with LUCINDA WILLIAMS – Vanished Gardens

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Per chi predilige la musica d’atmosfera o il jazz melodico suonato con maestria e passione vera, questo lavoro è quello che fa per voi. Però, lo ammetto, l’ho scoperto per la partecipazione della bravissima Lucinda Williams, che adoro per le splendide sfumature della sua bellissima voce, le quale, riesce a dare, nonostante il senso melanconico dell’insieme, un tocco di poesia fuori da comune, una delicatezza rara che appartiene a quegli artisti dotati di un’anima fusa insieme ai loro strumenti.

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CHI HA PAURA DEI LIBRI?

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Chi ha paura dei libri? Già… questa domanda potrebbe essere articolata in così tante maniere da produrre molteplici risposte a seconda delle situazioni. Si è vero, il mercato è cambiato, i giovani sono diversi, internet ha preso il sopravvento, sovvertendo il sistema impadronendosi delle strutture, delle analisi sugli avvenimenti ma, soprattutto della verità. Ecco la verità, quella scritta sulle pagine della Storia. Intendiamoci, anche le Case Editrici possono omettere un fatto e girarlo a loro piacimento, però il mondo del web è un far-west senza controllo, in cui il bene e il male sono direttamente proporzionali al loro utilizzo, relegando la carta scritta a un ruolo da comprimaria, ricca di fascino e di nostalgia. Ma allora, chi ha paura dei libri?

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JACK HIRSCHMAN – Il dipinto

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Il dipinto

Eccolo dunque:
un dipinto dell’eroico sindaco nero
di Chicago da poco scomparso
in mutande da donna
in nome dell’iconoclastica artistica
e della libera espressione
e della libertà costituzionale
e dei diritti civili individuali

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FONTAINES D.C. – Dogrel

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Il termine “Dogrel”, prende il nome da un modo di esprimersi tipicamente irlandese, che vuole sottintendere una poesia di strada, semplice, diretta, magari scritta male e dallo scarso valore letterario ma, è proprio questo il punto, con un’autoironia tipica di questa terra, questi cinque ragazzotti della periferia di Dublino, lo hanno fatto loro come esigenza del dire e raccontare, d’altronde, se a un gruppo di amici piace andare in giro per i bar a bere e scrivere versi, il risultato è una serie di liriche dall’impatto corrosivo e tagliente, adatte proprio per essere musicate, adatte proprio per essere bevute.  Con queste premesse, il disco d’esordio dei Fontaines D.C. è non solo, una sorpresa per gli addetti ai lavori, ma per tutto il panorama irlandese delle nuove generazioni, che aspettava da anni una band in cui rispecchiarsi e ubriacarsi degnamente.

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JORMA KAUKONEN & JACK CASADY – Bear’s sonic journals: Before we were them – Live giugno ’69

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Questa registrazione operata dal tecnico del suono Owsley Stanley, quando era al servizio dei Grateful Dead, e rimasterizzata dai suoi archivi con una purezza magistrale, rappresenta un autentico tuffo nel passato, in uno dei periodi più leggendari della storia del rock, in cui, la matrice blues dei suoi esordi, si era trasformata in una serie di cavalcate lisergiche, pronte a sfoderare tutte le sfumature di una vitalità senza fine.
Bisogna subito dire che questa performance avvenuta al Veterans Memorial Building di Santa Rosa, nel giugno del ’69, ha catturato Jorma Kaukonen e Jack Casady in uno stato di grazia, qualche mese prima che formassero gli Hot Tuna, e in un periodo di pausa dei Jefferson Airplane, nell’attesa della pubblicazione del celeberrimo “Volunteers”.

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DANTE STRONA – Per non gridare alle pietre

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La pietre e il tempo

Lasciate i Morti nel cuore
della terra,
lasciate i Morti nel cuore
di chi li ama:
non ricucite i Nomi sul panno
nuovo di bandiere
perché il vento nelle piazze
riaccenda assurdi bagliori.

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PETER GABRIEL – Passion

peter gabriel passion

Parlando di colonne sonore, soprattutto in relazione alle festività Pasquali, il lavoro di Peter Gabriel per arricchire il film di Martin Scorsese: “L’ultima tentazione di Cristo”, rimane a tutti gli effetti uno dei lavori di ricerca più stupefacenti degli ultimi 50 anni di musica. Nasce proprio da queste tracce il termine World Music (o Real Music che dir si voglia), perché mettere insieme le dinamiche tradizionali dei cinque continenti e rielaborarle in studio con tale maestria, per costruire un capolavoro assoluto delle sette note, è qualcosa che soltanto i maestri possono fare e proprio per questo va ricordato con i miei migliori auguri…

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poem-

scusate, ma questa poesia ci sta benissimo nel mio blog… Complimenti all’autore Matt Targat e al traduttore Flavio Almerighi…

 
Fa male provare ad aprirlo.
Così, ho fatto come sempre,
sono andato al pub a leggere un libro.
Questa volta ero nel libro.
Il bar era pieno, così sono rimasto in piedi nell’angolo
e ho preso una birra scura.
Il rumore delle molte conversazioni
sbiadì, come succede sempre quando leggo,
ma quando ho toccato il libro sembrava elettrico.
“Eccomi,” pensai. ”
Sto per leggere la mia storia”. Ma non potevo farlo. Ho aperto il libro a pagina 62.
Diavolo, ho persino fatto una foto.
Ma non ho potuto leggere la mia breve storia.
Non potevo nemmeno andare oltre la seconda riga.
Non sono sicuro del perché. Non so cosa sia successo.
Molto probabilmente leggerò tutti gli altri e non leggerò mai il mio.

Avatar di mtaggartwritermtaggartwriter

It hurt to try and open it.
So, I did what I’ve always done
and went to a pub to read a book.
Only this time, I was in the book.
The bar was full so I stood in the corner
and ordered a dark beer.
The noise from the many conversations
faded, as they always do when I read,
but when I touched the book it felt electric.
“Here I am,” I thought. “About to read my own story.”
But I couldn’t do it. I opened the book to page 62.
Hell, I even took a picture.
But I couldn’t read my short story.
I couldn’t even get beyond the second line.
I’m not sure why. I don’t know what happened.
I’ll most likely read all the others and never read mine.

-M. Taggart

book view

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NICK CAVE – La vita segreta delle canzoni d’amore

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Ragazza del West Country

Ha il sorriso malizioso e la faccia a forma di cuore
Viene dal West Country dove gli uccelli cantano piano
Lei ha un cuore grande come una casa in cui tutti quanti noi viviamo
E discutiamo e ci riuniamo e perdoniamo
Il suo copricapo da vedova, le sue labbra ho baciato
Il suo guanto di ossa al suo polso
Che ho tenuto tra le mie mani

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LINA LURASCHI – Scucita Voce

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illustrazioni di Laura Krifka

Semmai vivrò domani
sarò vestale dal viso dorato
musica che accarezza il mondo
nelle sue catene
sarò leggiadro abbraccio
come filo di seta
andrò contro vento
e chiuderò le ciglia

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HOWE GELB – Gathered

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Allora, andiamo indietro nel tempo, quando con il nome Giant Sand, il nostro eroe iniziò un’avventura particolare, in cui, punk, alternative-country, ballads e indie-rock, crearono una miscela particolare, seminando capolavori e sperimentazioni sempre a metà fra  tradizione e innovazione. Poi, quando i suoi due fidati compari: Joey Burns e John Convertino, fondarono i Calexico, giganteggiando con ritmi latini e desert-rock un po’ in tutto il mondo, rimasto da solo, fece morire e risorgere molte volte il marchio da lui creato, alternando lavori solisti ad album con un’infinita serie di nuovi membri.

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TEST DEPT – Disturbance

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La prima domanda che dovremmo porci quando un gruppo storico e alternativo dell’industrial-rock britannico, torna dopo ventidue anni di assenza, è il perché di tale scelta e quali sono le motivazioni, gli impulsi e le dinamiche che hanno mosso l’ispirazione e la voglia di comunicare la loro attuale visione del mondo.
La copertina è inquietante: una sala da concerti con un pianoforte sullo sfondo, completamente allo sfacelo, con delle iene che s’aggirano quasi come dei fantasmi fra le rovine… Ebbene, se questa è a loro visione del mondo, girata allusivamente sulla musica o su come le sette note devono porsi negli odierni panorami, forse, la domanda iniziale ha già con questa iconografia la sua risposta.

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FLAVIO ALMERIGHI – anonime e dimenticate

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anonime e dimenticate

vivere è mancanza quieta,
segnata da lievi tratti di pianoforte,
una bava di vento
attraversa dolcemente rami
e foglie riemerse in primavera

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BASTA COSI’ di Wislawa Szymborska

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RECIPROCITÀ

Ci sono cataloghi di cataloghi.
Poesie sulle poesie.
Drammi su attori recitati da attori.
Lettera a causa di altre lettere.
Parole per spiegare le parole.

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SHARON VAN ETTEN – Remind Me Tomorrow

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Avevamo lasciato questa cantautrice del New Jersey, quattro anni fa con lo splendido Are We There, in uno stato di grazia, probabilmente con l’album più bello della sua carriera, e ora, giunta alla sua quinta fatica, si ripropone in una veste nuova. L’indie-folk che l’aveva caratterizzata fino a questo momento, cambia registro verso un pop-rock delicato, dove si alternano sfumature dark a sonorità più solari, colorate di elettronica quanto basta per entrare in territori sperimentali. Tutto questo però non deve trarre in inganno, perché il lavoro che c’è dietro è veramente notevole, e il produttore John Congleton è riuscito a deviare verso ricerche per niente congeniali, anzi, quella che potremmo chiamare “facile accessibilità” qui non esiste, perché c’è bisogno di diversi ascolti per assimilare tutte le fasi cromatiche di questo particolare caleidoscopio di suoni.

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MARIA GRAZIA DUVAL – Un’ala interminabile

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Memoria di volo

Ci furono due spazi e in mezzo il vuoto
dove scendeva l’aquilone bianco –
smagliatura di rete, appena il tempo
che si posasse airone sopra il campo
così che entrambi diventammo uno

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I LIBRI AL Kg

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Io sono proprio malato perché riempirei la casa di libri… come li chiamano: accumulatori compulsivi? e non solo, la riempirei anche di vinili: doppio accumulatore compulsivo; e di fumetti: triplo accumulatore compulsivo; e qui mi fermo, altrimenti se inizio a citare le riviste d’arte e di grafica e DVD, devo aprire il tetto. Si è vero: sono malato, molto malato ma, chissenefrega (!) sono contento di esserlo e ognuno deve vivere la gioia nella sua pazzia. Una volta in un convegno chiesero a uno psichiatra ce c’era più follia nella poesia o più poesia nella follia, e lui, lapidario rispose: “il folle è folle e basta”. La solita fredda deduzione scientifica… Invece in mezzo a tutto questo ben di Dio c’è tanta di quella poesia da rimanere intontiti come successe a Stendhal…

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ANARCHIA O BUSINESS – La storia della Repubblica indipendente de l’Isola delle Rose

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La storia che vi sto per raccontare probabilmente la conoscete già. anche perché in questi ultimi anni è ritornata alla ribalta per la dipartita del suo protagonista, e per un libro di Walter Veltroni (che personalmente non ho letto) ma che sostanzialmente ne romanzava il contenuto, anche se la sua leggenda aveva da tempo ispirato altri sceneggiatori e altre storie. Questa il realtà è verissima e affonda le sue radici nel mare Adriatico, al largo delle coste riminesi, in acque internazionali, dove un’ingegnere alternativo e stanco della burocrazia italiana, in pieno ’68, decise di costruire uno stato indipendente, chiamato appunto: “Repubblica Indipendente dell’Isola delle Rose”:

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“ARPAD WEISZ – il tempo, gli uomini, i luoghi” – di Paolo Balbi

arpad weisz di polo balbi

Proprio per il passaggio del “Giorno della Memoria”, ci sono storie che lasciano il segno, o che lo hanno lasciato attraverso un percorso incancellabile, magari tenuto nascosto con la solita misura dell’omissione, ma che inevitabilmente ritornano a galla, proprio per  la bellezza di una trama, per quanto tragica, che va raccontata e impressa nella nostra di memoria, e in quella di tutti gli uomini giusti, perché, mai come in questo caso, sport, politica e letteratura, sono parte integrante del secolo appena trascorso, con tutte le sue sfaccettature, sia positive che negative.

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Best cover album 2018 – le copertine dei dischi più belle dell’anno

le più belle cover degli album del 2018

Anche per quest’anno appena trascorso ho voluto selezionare quelle che secondo me, sono le cover più belle degli album 2018. Suddivise in diversi “fogli”, non dico per tematica, ma per gusti estetici che le accomunano, ho poi fatto una scelta successiva, quasi ad arrivare alle tre più belle. Difficilissimo, lo so, ma, giocare non costa nulla, e se volete farlo anche voi, servitevi senza problemi, magari riusciamo insieme a fare una classifica, altrimenti servitevi da bere e lustriamoci gli occhi davanti a tutta questa bellezza, profumi  e aromi compresi ………

P.S. il nome dell’artista e il titolo dell’album vanno da sinistra verso destra e così di seguito

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Best album 2018 – I migliori dischi del 2018 per l’ Intonation Cocktail Club 432

i migliori dischi del 2018

i migliori dischi del 2018-live

I migliori dischi del 2018
per l’ Intonation Cocktail Club 432

Amgala Temple – Invisible Airships
Anna Calvi – 
Hunter
Anna von Hausswolf – Dead Magic
Cloud Nothings – Lass Building Burning
Daughters – You Won’t Get What You Want
Esben and the Witch – Nowhere
Idles – Joy As Act of Resistance
Jjuujjuu – Zionic Muld
Julia Holter – Aviary
Kaanan – Windborne
Loma – Loma
Lonnie Holley – MITH
Mien – Mien
Mythic Sunship – Another Shape of Psychedelic Music
Rolling Blackouts Coastal Fever – Hope Downs
The Beths – Future Me Hates Me
The Liminanas – Shadow People
The Messthetics – The Messthetics
The Soft Moon – Criminal
Weedpecker – III

***

Car Seat Headrest – Twin Fantasy  –  (miglior reinterpretazione)
King Crimson – 
Live in Vienna  –  (miglior concerto live)
The Dawarfs of East Agouza – Rats Don’t Eat Synhesizers  –  (miglior performance)
Ty Segall – Fudge Sandwich  –   (miglior disco di cover)

***********

Come tutti gli anni vi lascio la playlist (in rigoroso ordine alfabetico), di quelli che per me sono i 20 dischi migliori del 2018, anche se nel contesto generale non ci sono state delle uscite eclatanti. Proprio per questo, nella media, sono andato a pescare nella psichedelia-rock, che sostanzialmente è il mio genere preferito, anche se come sempre, ho cercato di variegate la proposta dentro a stili diversi, dal folk all’industrial, giusto per premiare l’impegno di artisti intelligenti. Non è casuale che le mie scelte vogliono evidenziare autori o band, magari di nicchia, ma con delle ricerche creative interessanti, e in alcuni casi anche innovative. Chiaramente il tutto è come sempre accompagnato dagli ottimi cocktail di questo locale, i quali, oltre all’essenza di aromi e profumi che li contraddistinguono, si accomunano all’album prescelto con la loro valenza metaforica legata al significato delle categorie descritte.

Eccovi servita la lista disco per disco

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nel pensiero di te

penso che gli auguri migliori si possano fare condividendo un bel post, con una poesia originalissima.
Passate delle buone feste e, mi raccomando, bevete più che potete, tanto ci sarà sempre qualcuno buono di “spirito” che vi accompagnerà a casa…

Avatar di vengodalmarevengodalmare

Dove finiscono i poeti morti?

Dove finiscono i poeti morti
quelli scomparsi ancora una volta
per compiacere gli umani
dove finiscono con i loro arti
i loro disordini i loro oggetti
dispersi e i loro amori ultimi
dove finiscono i poeti morti
nelle acque minerali?

Chi se li piglia con tutte
quelle parole per la testa
votate al trapasso
lineari sonore e visuali
polittiche e sinestetiche
tonie e impopolari?

Alla fine del sole
saranno lì con le vocali
a far ripartire vulcani
il linguaggio dimenticato
sì perché i poeti muoiono
ma solo per un errore
di significato

Max Ponte

a Christian Tito

~~~

* in copertina
ph. Christian Bragg

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PILLOLE DI SALAME – musica per cuori solitari

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Bernardo Bertolucci disse che la solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista, decidete voi a seconda delle situazioni da che parte stare.
La musica però è un pianeta diverso che riflette tutti i nostri stati d’animo, ed è giusto avere le priorità se ascoltarla da soli o in compagnia. D’altronde, come diciamo sempre, è una questione individuale dovuta a un particolare momento della nostra vita, o in maniera più semplice, ai desideri di una singola giornata.
Buon ascolto…

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il viaggio continua…

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PILLOLE DI SALAME – musica per cuori irrequieti

musica per cuori irrequieti

Arrabbiatevi pure, incazzatevi con chiunque vi viene a tiro: litigate, scatenatevi ma, gioite quando il ritmo della musica vi sconvolgerà l’anima, quando il volume inizierà a martellare per raggiungere un’estasi personale vicino all’apogeo di tutte le emozioni. Non ci sono numeri che stabiliscono il metro di giudizio per un cuore irrequieto ma, dischi personalismi, i quali, nella loro dimensione dall’alto tasso alcolico, emergono fra tutti proprio per accendere la miccia della vostra ribellione interiore, e non si fermano al semplice primo ascolto: continuano imperterriti fino a incendiare tutto ciò che vi gira intorno.

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il viaggio continua…

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PILLOLE DI SALAME – musica per cuori appassionati

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Riprendiamo questo giro di aperitivi con delle pillole legate a delle  passionalità di vario genere, in cui la musica, dolce o arrabbiata, fresca o ricercata, è sempre vicino a un’idealizzazione dell’amore, e l’amore si sa, porta gioie e dolori: ventate di entusiasmo o solitudini infinite. Come si dice sempre la bellezza dell’arte consiste nel dare libero sfogo alle fasi creative di ognuno, e la sua completezza immaginifica ci risuona dentro in un continuo gioco di emozioni. La ricerca del bello e dell’impossibile non è una semplice canzone, ma una fase fortunata della vita in cui siamo veramente liberi.

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 il viaggio continua…

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PILLOLE DI SALAME – musica per cuori viaggianti

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Tanto per ribadire quello che avevo già detto nelle puntate precedenti, il titolo “pillole di salame” è una scelta ironica derivata da un vecchio film, il quale sosteneva che  in un futuro prossimo venturo, avremmo mangiato soltanto pillole, e chiaramente, per chi vorrebbe ancora delle pietanze nostrane (aggiungo io), ci  saranno anche le pillole dei contadini. Sta di fatto che un excursus veloce sulle uscite musicali di quest’anno, non poteva che essere fatto a piccole dosi, utilizzando sempre il sorriso per non prendersi troppo sul serio, perché in fondo, se un suono di chitarre elettriche o le percussioni della base ritmica, sono alla base della nostra passione, allora, perché non scegliere quel poco di buono pubblicato quest’anno?  Diviso ancora in quattro parti, inizieremo con un brevissimo giro per il mondo, pizzicando qua e là, come se un aperitivo fosse lì ad aspettarci insieme al viso pulito di una bella ragazza e, tra un sorso e l’altro, la degustazione è assicurata.

musica per cuori viaggianti

Partiamo allora…

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INCONTRI DI POESIA CONTEMPORANEA

incontri di poesia contemporanea

Il Gruppo Letterario Acàrya di Como si prepara per la stagione invernale con tutta una serie d’incontri molto interessanti. Vi lascio a proposito il programma pubblicato sul sito del Corriere di Como, e su Facebook, perché se qualcuno di voi si trovasse a passare dalle parti della nostra città, un venerdì sera, troverà sicuramente, oltre ad una ventata di cultura, moltissimi amici pronti ad accogliervi con simpatia e cordialità.

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